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Castello di Brucoli - Augusta
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::Castello di Brucoli a Augusta » Storia

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TURRIS CABASTIDA VOCOR QUONIAM [CA]BASTI-DA IOANNES ME FIERI FECIT SUMPSIQUOQUE NOMEN REGI-NA SICULIS DIVA REGNANTE IOANNA AB ILLO AEDITA SUM BRUCULAE FRUGUM CUSTODIA


Castello di Brucoli - Augusta

Castello di Brucoli - Augusta

Via canale, 1



Il castello si trova entro l'odierno abitato di Brucoli, sul capo Campolato, estremità settentrionale del promontorio di monte Tauro, tra il golfo di Catania e quello di Augusta. Trattasi di torre quadrangolare, recintata da bastione, quasi quadrato, munito di torri angolari cilindriche e di una torre poligonale mediana su uno dei lati minori.
La fortificazione nacque con la funzione di sorvegliare e proteggere, in prime luogo contro le scorrerie turco-barbaresche, il porto e caricatore di Brucoli esistente almeno già dalla fine del XIV secolo, nella baia che si apre tra capo Campolato e la costa a settentrione di esso. A protezione dello scalo commerciale di Brucoli, il governatore della Camera regionale, Giovanni Cabastida da Barcellona, fece erigere il primo nucleo di una fortezza (1467) su cui dovevano prendere posto le artiglierie del comitato d'accoglienza per le navi dei pirati che insidiavano il caricatore, il borgo e le genti che vi abitavano.
L'alleanza tra il cristiano re di Francia ed il pirata musulmano Ariadeno Barbarossa che funestava le coste mediterranee, rese, nel XVI secolo, molto vulnerabili gli insediamenti costieri siciliani. L'imperatore Carlo V si rese subito conto di come, sia la fortezza di Brucoli, sia la maggior parte delle altre opere di difesa delle coste siciliane, non fossero più in grado di contenere le incursioni piratesche sull'isola; diede ordine quindi di rifondare il sistema difensivo costiero affidando all'architetto bergamasco Camillo Camillani il compito di rafforzare le opere di difesa già esistenti o di edificarne di nuove lì dove occorresse. La fortezza di Brucoli fu quindi ricostruita assumendo l'aspetto che ha oggi esclusa la merlatura andata irrimediabilmente perduta nel XIX secolo.
Nel XVIII secolo il castello, da cui si domina buona pane del golfo di Catania, fu utilizzato quale posto di guardia e di avvistamento con un presidio militare alle dipendenze della vicina piazzaforte di Augusta. Nel secolo XIX, risultando ormai militarmente inutile, il forte venne del tutto abbandonato.
Il nucleo originario della fortezza fu una costruzione rettangolare (m 15 x 12,60), compatta e robusta, a piu piani, alta m 20 ca., con i lati lunghi orientati nord-ovest - sud-est. I muri sono spessi poco più di m 2, rivestiti di blocchetti di arenaria e con costoloni angolari, rafforzati in basso da contrafforti alti m 2,30; inoltre sono rinforzati da archi di scarico nei punti ritenuti piu deboli. All' interno, formato di un unico camerone (m 10 x 8) si accede da due porte, una nel lato di nord-ovest ed una in quello opposto, con architrave rettilineo successive al primo impianto.
La porta nord-occidentale, fuori centro, é larga m 2 e costituiva l'ingresso principale; l'altra é piu stretta e pure piuttosto scentrata. Alla sua destra a lato di una feritoia, si trova, incorniciata da una edicoletta, la seguente iscrizione in cui il costruttore della torre si commemora:
TURRIS CABASTIDA VOCOR QUONIAM [CA]BASTI-DA IOANNES ME FIERI FECIT SUMPSIQUOQUE NOMEN REGI-NA SICULIS DIVA REGNANTE IOANNA AB ILLO AEDITA SUM BRUCULAE FRUGUM CUSTODIA
(Fui edificata a custodia delle biade di Brucoli regnando allora sui Siciliani la diva regina Giovanna Mi chiamò torre Cabastida perché presi anche il nome di Giovanni Cabastida che mi realizzò).
Nei lati lunghi del pianterreno sono in alto due finestre, uguali (larghezza m 1,80) ed affrontate, ma non al centro. II rifornimento idrico era assicurato da una cistema la cui bocca, delimitata da un cordolo risaltante sul pavimento, si apriva nell'angolo occidentale. L'acqua vi veniva convogliata dal tetto con un condotto a sezione quadrata appoggiato al muro.
La copertura del primo piano é costituito da una massiccia volta a botte, larvatamente ogivale. II sistema di accesso al piano superiore e tipico delle fortificazioni per impedire agli assalitori di salirvi. Nell'angolo meridionale, in alto, si apre nello spessore dell'attacco della volta una breve scala a chiocciola raggiungibile solo mediante una scala appoggiata alla parete. II piano superiore era suddiviso in due ripiani mediante un robusto soffitto ligneo (nei muri d'ambito restano i fori rettangolari ed equidistant! destinati all'inserimento delle travi di sostegno). Questo ambiente però rimaneva al buio, in quanto le finestre, simili a quelle del castello di Vendicari, ad architrave rettilineo, illuminavano solo l'ambiente superiore, oggi privo di tetto.
La finestra sul lato nord-ovest si trova nella metà orientale della parete ed é strombata; nella parete sud-ovest, vi sono due normali finestre centrali; in quella opposta ve ne sono altre due, una grande ed una piccola, strombate e concentrate nel lato destro della parete. Di esse, la maggiore fu nel Seicento trasformata in porta, cosi da collegare questo piano al camminamento di ronda della cinta esterna tramite una passerella mobile, sostituita oggi da una scaletta di ferro. Alcune porzioni dei muri rivelano dei rifacimenti della cortina effettuati con blocchetti di calcare di natura vulcanica. L'insieme da l'impressione che l'edificio sia stato concepito come qualcosa a mezza strada tra la villa signorile e la torre fortificata, non essendo pienamente ne l'una ne 1'altra.
Il bastione di cinta, costruito con lo stesso orientamento della torre, ma molto meno solidamente, tanto da essere in stato di disfacimento, é quasi quadrato (distanze da lato a lato, escluso le torri: m 28 (nord ovest-sud est) e m 27 (sud ovest - nord est). La torre (Cabastida non ne occupa il centro, perché nei lati nord-ovest e sud-est la cinta fu allargata fin sulla scogliera lambita dal mare, al fine di dare spazio agli alloggiamenti al suo interno. II muro, alto m 12 ca., e spesso in media m 1,50 con paramento esterno di blocchetti di arenaria in assise regolari.
Per tutta 1'altezza del piano terra la cortina muraria non presenta finestre o feritoie. L'unico ingresso e nel lato di sud-ovest. Largo m 2,30, alto m 4,60, e ad arco a tutto sesto costruito con grandi conci a cuneo disposti a raggiera (lunghezza media m 1). Nel fianco sud dell'ingresso si apre una scala ricavata, secondo la tradizione sveva, nel muro di cinta e conducente all'angolo meridionale, di fronte all'ingresso del primo piano della torre d'angolo. Nell'atrio la distanza tra la cinta e l'antecedente torre e m 3,50, nei lati sud ovest e sud est, un po' più stretta negli altri due, dove si affacciano gli alloggiamenti, in due piani con volte a botte, costituiti da due lunghi cameroni per parte, larghi m 4 e divisi nel lato nord-ovest da un muro, in quello sud-est da basso corridoietto cieco con volta.
II muro interno di questi stanzoni, nel quale si aprono numerose porte, é rinforzato, sino al primo piano, da 8 mezzi pilastri aggettanti m 1 nel corridoio attorno alia torre, riducendone 1'effettiva larghezza a solo m 2. Essi furono collegati con archi per fornire un cammino di ronda che consentisse l'accesso alle stanze degli alloggiamenti del primo piano; tali contrafforti servivano anche per contenere la controspinta della loro robusta volta che doveva reggere il peso dei cannoni, di cui si conservano le troniere. Al cammino di ronda si perveniva dal pianterreno, mediante un ballatoio con dei gattoni (aggetto m 0,40) lungo il lato interne sud-orientale, collegantesi con l'anzidetta scala ricavata dentro la cinta.
II lato nord-ovest del primo piano degli alloggiamenti é diviso in tre vani, di cui solo i laterali ricevono luce da tre finestre regolari; nel lato sud-est e solo una grande camerata in cui si aprono 5 finestrelle, di cui 4 strombate. Sulla copertura del bastione si giunge da una scaletta all'estremita orientale del cammino di ronda. Tutto il coronamento é a merloni.
Sorgendo sull'aperta campagna, il lato sud-orientale e, specialmente, quello sod-occidentale, erano piu vulnerabili e necessitavano percio di strutture difensive aggiunte. Queste ora sono completamente scomparse sia sotto le loro macerie sia sotto il materiale alluvionale; a meta del Settecento però le opere militari a difesa della porta meri-(Konale esistevano e furono viste e de-KOtte da Vito Amico.
Le quattro torri d'angolo, della stessa altezza della cinta e con muro largo m 2,50, sono cilindriche, con una marcata scarpatura delimitata da un marcapiano bombato. Tre torri hanno un diametro di m 9, quello della torre dell'angolo occidentale é invece m 7. Sono a due piani coperti da volta a cupola. A piano terra, solo nelle torri occidentale ed orientale, si aprono, a qualche metro dal piano di campagna, strette feritoie strombate a raggiera (2 nella torre orientale e 4 in quella orientale). Al primo piano si giunge dalla scala inglobata nel muro di cinta che conduce di fronte alia torre sud. Di là, mediante il cammino di ronda, si poteva accedere alle altre.
Sull'angolo interno della torre orientale fu innalzata, aggiunta probabilmente tarda, una piccola garitta poligonale ccperta da cupoletta e con strette feritoie verticali, a forma di toppa di chiave capovolta.
Ciò che differenzia il castello di Brucoli dall'impianto del castello Maniace di Siracusa e l'introduzione, nel fianco minore di sud-est, di una torre poligonale a muratura piena, non molto aggettante (m 2,50) con due corti lati divergenti ed un'ampia fronte a cuspide (lunghezza m 5) che riecheggia il modello svevo del castello di Augusta.




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